Il Twin Beech passa a Fusion 360

Il progetto del Twin Beech era già il primo in molte cose: la prima riproduzione, il primo bimotore, il primo con funzioni avanzate, con carrelli retrattili, con sezioni intercambiabili etc. Ma ora possiamo dire che sarà anche il primo aeromodello progettato da noi usando Fusion 360!

Lasciare il vecchio programma e’ stata una scelta sofferta, ma a distanza di qualche mese, possiamo dire che e’ stata la cosa giusta, soprattutto guardando al futuro.

Perché Fusion 360?

 

Perchè siamo passati a Fusion 360 per disegnare i nostri aeromodelli?

Nell’ormai lontano 2018, avevamo iniziato ad usare il computer per la maggior parte dei progetti. Essendo alle prime armi, e con poche pretese, abbiamo usato da subito un programma che già conoscevo: Google sketchup. Intuitivo, ricco di risorse, e gratuito, è stato l’ideale per cominciare a disegnare non solo i nosti Juliet2 e Juliet3, ma anche tutta una serie di altri progetti, dalla scatolina decorata alla ristrutturazione della nuova casa.

Man mano che diventavamo più bravi e iniziavamo a sfruttare davvero le potenzialità del programma, abbiamo anche iniziato a trovarne i limiti, resi ancora più evidenti quando abbiamo cominciato a usarlo in combinazione col nostro laser.

Così nei mesi scorsi abbiamo iniziato a guardarci attorno per ottimizzare il nostro metodo di lavoro. Alla fine, anche se con un pò di riserve, la scelta è stata quella di imparare ad usare Fusion 360.

Certo, avremmo potuto iniziare da qualcosa di più semplice, ma al momento, con il Juliet3 praticamente finito (a livello di progetto almeno) e il Twin Beech abbozzato, ma ancora in alto mare, non c’erano molti altri candidati per fare da cavia in questa nuova esperienza.

Se non altro, avendo appena ridisegnato il “C18” in sketchup con la nuova apertura alare maggiorata, non c’e’ stato molto lavoro “concettuale” dietro questa nuova ripartenza. O almeno questa era l’idea all’inizio!

Nuove possibilità

La curva di apprendimento è  stata sicuramente ripida con Fusion 360. Ma insistendo, e facendo le due di notte in qualche occasione, siamo presto arrivati ad un punto in cui riusciamo a fare tutto quello che ci serve, con degli extra di cui vi parleremo più avanti.

La complessità del progetto in questo caso è sia negativa che positiva. Al di là della difficoltà di alcuni passaggi, ci ha offerto la possibilità di provare diverse tecniche, e molte funzioni di Fusion 360 si son rivelate preziosissime, una volta padroneggiate.

I rendering che vedete in questo post sono tutti fatti in velocita’, direttamente all’interno del programma, ma danno già l’idea del balzo in avanti fatto rispetto a quelli prodotti con Sketchup. 

Non solo, ma al di la’  di quello che si vede, con Fusion 360 si aprono le porte a nuove possibilita’, come uno studio dei pesi gia’ al momento del disegno, l’abilita’ di tornare “indietro nel tempo” e fare modifiche che aggiornano tutto il progetto, e chissa’, un domani, anche una certa analisi strutturale.

Il punto sul nostro Twin Beech

Dopo esser stato per anni il “prossimo progetto”, e’ finalmente venuto il momento di dedicarci veramente al nostro C18, come lo chiamiamo qui. Abbiamo gia’ acquistato la maggior parte dei componenti, cosi’ da poterli misurare, modellare, e ottimizzare il disegno il piu’ possibile. 

Il modello segue le stesse linee guida delle precedenti versioni, con un’apertura alare di 175cm, un peso in ordine di volo fra i 3,2 e i 3,8 chili, e la possibilita’ di usare batterie lipo a 3 o 4 celle. Al momento stiamo lavorando sulla fusoliera, che comprende anche la parte centrale dell’ala, gondole motore incluse. Probabilmente presto inizieremo a tagliare delle parti per testarne la resistenza, in particolare il longherone principale dell’ala, che fa anche da ancoraggio al carrello retrattile, alle gondole dei motori, e a cui viene “agganciato” l’intero muso del modello. Del resto sicuramente avro’ modo di parlare piu’ avanti, per ora godetevi questi rendering e tenetevi forte, perche’ altri aggiornamenti sono in arrivo molto presto!

 

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